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The Birthgrave (1977)

The Birthgrave (1977)

Book Info

Author
Genre
Series
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3.75 of 5 Votes: 2
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ISBN
0860079422 (ISBN13: 9780860079422)
Language
English
Publisher
orbit

About book The Birthgrave (1977)

Da:http://www.webalice.it/michele.castel...Un Consiglio di Lettura molto particolare, questo mese. Perché è un consiglio a scopo didattico, più che per il divertimento della lettura. Un consiglio per cercare di capire quello che si legge, saper valutare come è scritto, entrare un poco più in profondità nel giudizio dello stile di scrittura rispetto a seguire la trama solo per vedere come va a finire.Perché lo faccio? Non lo so. Solo che riordinando le migliaia di ebook in mio possesso, sono capitato su quelli di Tanith Lee, scrittrice fantasy di tanti anni fa di cui la mia biblioteca cartacea ospita diversi romanzi che mi avevano lasciato un ricordo piuttosto ambiguo. Diciamo che nonostante i tanti elogi che questa scrittrice riceveva, a me non era mai piaciuta troppo. Un po' incuriosito da questi ricordi, ho deciso di rileggere il suo primo romanzo, una via di mezzo tra uno sword and sorcery e un dark fantasy. Queste sono definizioni che hanno acquisito un significato preciso solo molto dopo che sono apparse opere usate poi come esempi per definire le definizioni stesse. Inizialmente c'era molta confusione tra i generi e non si sottilizzava poi troppo, gli scrittori non si ponevano il problema di quale sottogenere sarebbe stato inventato per classificare i loro romanzi.Rileggendo questo romanzo dopo circa 35 anni dalla prima lettura, essendo, credo, maturato anche come lettore, più consapevole di quali siano i pregi e i difetti di un romanzo, specialmente di un romanzo di genere, non posso che rilevare i suoi molti punti deboli, l'ingenuità di molte scelte, la debolezza generale della trama, ma sopratutto il pessimo stile di scrittura, che a suo tempo mi aveva solo portato a non gradire molto questa opera.Iniziando a leggere Nata dal Vulcano la prima osservazione che si può fare è sull'eccesso di aggettivi ed avverbi. Ogni frase è appesantita da un abuso di aggettivi aggiunti quasi ad ogni sostantivo, nel tentativo di generare nel lettore emozioni e sensazioni che la debolezza della narrazione non è in grado di fornire. E' il tipico errore dello scrittore alle prime armi, quando non ha ancora capito che le emozioni le deve rendere la capacità di presentazione della scena, la descrizione di quanto avviene. Se la descrizione è carente, se non c'è capacità di presentare i fatti nella loro dinamica reale, e sopratutto se gli avvenimenti non sono di per sè emozionanti, l'aggiunta di una manata di aggettivi e di avverbi non aiuta affatto a rendere la scena più emotivamente sentita, anzi.La trama di Nata dal Vulcano non brilla certo per originalità, anche tenendo conto dell'anno di pubblicazione, basata com'è sulla classica situazione del protagonista che non ricorda niente di se stesso, e deve riscoprire il suo passato mentre riconquista i suoi poteri. La descrizione del Mondo in cui la storia si svolge, il World Building, è in questi casi un elemento fondamentale, ma qui è svolto in maniera impacciata, anche se con molto impegno. Molti aspetti rimangono oscuri, il che non sarebbe di per se stesso un male, ma solo perché la spiegazione che ne viene data è limitata, qualche volta illogica, spesso banalmente carente, e sempre con un largo abuso di aggettivi ed avverbi che dovrebbero fare le veci di una descrizione più consapevole.La Lee cerca poi di costruire un personaggio protagonista molto problematico, con contorsioni psicologiche che dovrebbero derivare da complessi di colpa dovuti ad eventi della propria fanciullezza, e che ne condizionano tutto il comportamento fino alla catarsi finale. Purtroppo per buona parte del romanzo questo aspetto è molto poco apparente, sommerso letteralmente dall'illogicità di comportamento della protagonista che però non porta a sospettare alcunché di profondo, fino a quando, come il classico Deus ex Machina, l'incontro con degli alieni le permette finalmente di capire la natura del suo conflitto interno. Il finale è quindi estremamente povero, perché rende esplicito che non vi era una storia davvero interessante da scoprire per giustificare il comportamento illogico e molto infantile della protagonista.Letto con la mia consapevolezza di oggi, è un romanzo banale, scritto molto male, del tutto deludente. Eppure ha avuto un discreto successo ai suoi tempi, e la Lee è stata considerata per un po' di tempo una autrice originale nel campo fantasy (forse per qualche tocco di sessualità esplicita che qui è appena accennata ma è più forte nei suoi romanzi successivi).Dopo una ventina d'anni non è stata più in grado di pubblicare altri romanzi, nessun editore ne ha più accettati. Forse anche nel campo fantasy stava facendosi largo un concetto di qualità di scrittura che tagliava fuori gli scrittori da questo punto di vista più deboli.Ma questo solo nel mondo anglosassone, perché in Italia la pubblicazione di opere al limite dell'illeggibile, e qualche volta anche oltre, è tranquillamente proseguita fino ai giorni attuali, e rappresenta forse la maggior parte delle pubblicazioni di autori italiani.

The Birthgrave – An Adult ‘Coming of Age’ Novel – Dark, Haunting AdventureHaunting Release: The Birthgrave is a coming of age novel of (and by) a female goddess. Tanith Lee’s debut novel is adult oriented, dark fantasy. This one is epic, dosed with poetic horror and battle, and features lots of risky writing (entertaining). The 2015 reprint comes with a haunting introduction written in January, just months before her May death coinciding with the paperback release in the US.The female narrator quests to free her body/soul from a curse; although suffering from amnesia as she awakens from an active volcano, she learns that she is a goddess among humans… and she knows her ancestors are all mysteriously gone. She is alone, powerful, and yet ignorant and weak. There is plenty of rough sexual encounters, not gratuitous but written more dispassionately than romantically – and seems to toy with the stereotypes of the genre. Marion Zimmer Bradley’s introduction is short yet insightful and touches on this interplay: Most women in science fiction write from a man’s viewpoint. In most human societies, adventures have been structured for men. Women who wish to write of adventure have had to accept, willy-nilly, this limitation. There seems an unspoken assumption in science fiction that science fiction is usually read by men, or, if it is read by women, it is read by those women who are bored with feminine concerns and wish to escape into the world of fantasy where they can change their internal viewpoint and gender and share the adventurous world of men……Here is a woman writer whose protagonist is a woman—yet from the very first she takes her destiny in her own hands, neither slave nor chattel. Her adventures are her own. She is not dragged into them by the men in her life, nor served up to the victor as a sexual reward after the battle. For the first time since C. L. Moore’s warrior-woman, Jirel of Joiry, we see the woman-adventurer in her own right. But this book is not an enormous allegory of women’s liberation, nor an elaborate piece of special pleading. It’s just a big delightful feast of excitement and adventure—Introduction by Marion Zimmer BradleyExpect Ambitious, Risky Writing that Works Most of the Time: This is a first-person-perspective for 450pages! The content is full of adult psychology and complex mystery, written by a 22yr old! And it is her debut novel! How is that for pioneering? Most of the time, the risk taking pays off. The perspective works as it should, and it was easy to forget (even 400 pages in) that I still did not know “her” proper name---but by then I knew “her” so well a name was not needed. She unfolds a mystery with perfect pacing with periodic ghostly encounters and déjà vu moments. There is plenty of commentary about gender roles across barbaric and civilized cultures, though it steered away from being political commentary thankfully. Tanith Lee’s gift for poetic language is stunning. The book is saturated with efficient characterizations, like the two below:If I broke into a run to escape them, would they too run to keep up? My eyes grew strange, and everywhere I looked, I seemed to see the glitter of the Knife of Easy Dying. Die, and let them follow me to death if they would. But I was still too new to life to let it go.…Darak had called them to some council then, on the low hill beyond the houses. Yes, that would be it. A little king on a little throne, lording it because his subjects were smaller than even his smallness.Avoiding spoilers, I must still note that there is a sudden encounter very late in the novel that seems to shift the genre out of its dark-fantasy-epic mold. Given the 1975 wording and delivery, it would be easy to over emphasize this section. Diehard genre readers feeling sucker-punched may have to sigh or trust my review that ultimately the milieu is consistent. In short order, the story rights its trajectory in a consistent manner. I really enjoyed reading this experiential novel and am saddened to learn of Tanith Lee’s death. Thankfully, she was a prolific writer and wrote a large library of weird, dark fantasy… which I look forward to delving into. The Birthgrave begins a trilogy; the sequel is Vazkor, Son of Vazkor, and the finale is Quest for the White Witch. The releases come with new covers from artist Bastien Lecouffe Deharme. http://www.roman-noir.com/ Shadowfire book #2 coming

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The Birthgrave recalls the old fantasy adventures of Ryder Haggard (especially She) and Robert E. Howard, but done with more psychological and mythic depth and where the female characters are as vital as the male. An unnamed heroine awakens with no memory in a volcanic cavern and is told she has grown into womanhood while asleep. Her race has been cursed, destroyed and forgotten. She emerges into a savage world now populated by lower beings: humans. Lee really gets the atmosphere right, which is so important with this kind of ruined barbaric world story -- which is I guess why there isn't much humour to kill the mood, though some variation would have been welcomed. There is still sex, a "burning phallus" shows up and lizard sex, but there is the added enjoyment of really sinking into a nameless white haired heroine who seems to battling herself as much as fate, gods and lots of ambitious men. BUT I would add two caveats to all this:1) Vazkor, who the unnamed heroine takes up with in the middle part of the book is so distant and icy that he drags down the drama which only picks up again as she passes beyond his influence. I have a feeling Vazkor was supposed to be a distant father figure, but it just feels distant. Luckily in the next book, Vazkor, Son of Vazkor, Vazkor is a very different and much more engaging figure. 2) The ending: yes, it is rather out of this world, but that is not my problem with it. The rest of the book is smart and mysterious, but Lee devotes the final pages to EXPLAINING EVERYTHING in painful detail. I really think she could have, as she had done in the previous chapters, indicated possibilities, but left room for the reader's imagination. The ending is deadening.
—Jay Daze

I did NOT like this book. The heroine was reeeeeally unlikable and the story really didn't have much of a plot. I get that it was a journey of self- discovery blah blah blah but it's been done better. I kept reading as all the reviews mentioned the ending had a positive resolution - seriously she was rescued by a spaceship? Too lame!!!Also this was billed as a feminist novel and I guess it was second wave feminist. But today we've moved on from on defining women against their interactions with m
—Fiona

Not a perfect book, but a mighty impressive first novel (or first adult novel; I think Tanith Lee had published some YA books prior to this). Our narrator (who remains nameless until the very end of the book, and whose name would be quite the spoiler) wakes, amnesiac, in a chamber in a soon-to-erupt volcano; she speaks with (and is cursed by) a Dark Power and flees just before the eruption (possibly caused by her flight?). She goes masked, having been cursed with great ugliness, but is also herself the wielder of extraordinary powers, which she does not fully understand.As to the actual plot, honestly, there isn't much of one -- the story falls somewhere between "picaresque" and "Perils of Pauline" (and "Smart Women, Foolish Choices") as she lurches from crisis to crisis and falls for a succession of not-great guys. (And, fair warning, there's some of that creepy "He mastered me and I fell for him" stuff going on, for varying values of "mastered".)But it's still a journey well worth taking as she makes her way across a vaguely Bronze/Iron Age-feeling world, making her way from bandit hill tribes to ancient, decadent cities, ever driven by her curse.The story does take a bit of a left turn right at the end (when she (view spoiler)[uses her powers to summon a nearby spaceship, whose crew then unlock her secrets for her (hide spoiler)]
—Joseph

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